SOVVENZIONI
Le sovvenzioni1
Molte sono le opportunità e le possibilità offerte dal panorama agevolativo italiano e toscano: si va dai finanziamenti per l'acquisto dei macchinari ed impianti, fino a giungere alle norme che agevolano l'avvio di una nuova attività imprenditoriale, e in questo ambito trova spazio anche una normativa specifica per le imprese femminili.
La normativa che disciplina le agevolazioni si basa attualmente sulla disciplina comunitaria degli aiuti di Stato alle imprese. Gli incentivi disponibili derivano da: leggi regionali, leggi nazionali o dalla programmazione comunitaria (fondi strutturali, programmi comunitari, ecc., messi a disposizione dalla UE ai paesi membri).
Gli interventi e le agevolazioni a favore delle imprese possono raggrupparsi in due principali categorie: le agevolazioni finanziarie e le agevolazioni fiscali e contributive.
Le agevolazioni finanziarie si differenziano principalmente in:
- contributo in conto capitale, che è determinato in percentuale delle spese ammissibili. Come il contributo a fondo perduto, non prevede restituzione di capitali o pagamento di interessi;
- contributo in conto interessi, che mira all'abbattimento del tasso di interesse che è applicato per il finanziamento dell'azienda e si determina solitamente in una prospettiva di medio lungo periodo.
Le agevolazioni di tipo fiscale sono considerate delle agevolazioni di tipo indiretto, poiché non si concretizzano in un contributo diretto, ma attraverso esenzioni o riduzioni del carico fiscale. La riduzione dell'imposta può presentarsi sotto diverse forme:
- riduzione diretta della base imponibile;
- credito o bonus fiscale che può essere utilizzato per compensare le imposte
Per quanto riguarda la dimensione aziendale, le imprese si differenziano tra grandi imprese, piccole medie imprese e microimprese (PMI). Dal 1 gennaio 2005, la definizione di piccole e medie imprese, segue i criteri contenuti in una nuova raccomandazione, la 361/2003/CE adottata dalla Commissione europea il 6 maggio 2003, la quale ha introdotto una nuova categoria, quella delle microimprese.
Sono PMI le imprese che hanno i tre seguenti requisiti:
- dipendenti non superiori rispettivamente a 10 per le micro, 50 per le piccole e 250 per le medie;
- fatturato non superiore rispettivamente a 2 milioni di euro per le micro, 10 milioni di euro per le piccole e 50 milioni di euro per le medie;
- controllo capitale impresa: l'impresa non deve essere controllata per più di un quarto (25%) da imprese o raggruppamenti non rientranti nei limiti dimensionale delle PMI.
Per quanto riguarda la localizzazione territoriale, bisogna distinguere tra incentivi che interessano l'intero territorio nazionale oppure ambiti territoriali circoscritti che, in base a specifici parametri economici, risultano particolarmente svantaggiati a livello economico. In queste aree, cosiddette "depresse", attivando determinati investimenti, è possibile usufruire di maggiori agevolazioni. Le aree che interessano la provincia di Lucca sono quelle rientranti nelle seguenti fattispecie:
- aree obiettivo 2 (Titolo 1, Capo I, Articolo 4, Regolamento CE 1260/99): sono le zone in declino industriale, nelle quali si registra un tasso di disoccupazione superiore alla media comunitaria registrata negli ultimi tre anni, nonché le zone rurali caratterizzate da uno scarso livello di sviluppo socio-economico. In questo caso le aree interessate sono i comuni o parti di essi;
- regime di sostegno transitorio (Titolo 1, Capo I, Articolo 6, Regolamento CE 1260/99): definito anche come phasing out, è un supporto finanziario temporaneo per quelle aree comprese nell’obiettivo prioritario 2, ma che non sono più conformi ai requisiti e ai criteri di ammissibilità previsti per quel tipo di obiettivo. La finalità è consentire un’uscita graduale alle regioni e alle zone che non sono più ammissibili all'aiuto dei fondi;
- articolo 87.3 c: tra le aree depresse bisogna inoltre aggiungere quei comuni che possono usufruire di maggiori agevolazioni in quanto beneficiano di una particolare deroga prevista dall'articolo 87.3.c della versione consolidata del Trattato che istituisce la Comunità europea.
La riforma delle sovvenzioni dal 2007 al 2013
I principi della nuova riforma confermati rispetto ai precendenti sono:
- programmazione pluriennale
- sussidiarietà
- complementarietà tra aiuti comunitari e nazionali
- valutazione
mentre i principi innovativi saranno:
- approccio più strategico in materia di programmazione
- maggiore decentramento
- maggiore fiducia ai sistemi di controllo nazionali
- l’azione di ciascun fondo strutturale (Fesr e Fse) sarà svolta rispettando il principio “un fondo per programma”
Le quattro priorità politiche dell’UE saranno:
- sviluppo sostenibile-competitività, coesione
- conservazione e gestione delle risorse naturali
- cittadinanza, libertà, sicurezza e giustizia
- l’Ue nel mondo
Gli obiettivi del periodo di programmazione 2007-2013
| Periodo 2000-2006 | Periodo 2007-2013 | |
|---|---|---|
| Obiettivo 1: Sviluppo e adeguamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo | - Convergenza | |
| Obiettivo 2: Riconversione socio-economica delle regioni con problemi strutturali | - Competitività regionale e occupazione | |
| Obiettivo 3: Formazione | - Cooperazione territoriale europea |
Link sito C.C.I.A.A. di Lucca, Sezione "Finanziamenti e contributi"
Link altri siti internet riguardanti le sovvenzioni
http://www.ueonline.it/eurosportello/clienti/lucca
http://www.europafacile.net
http://www.simest.it
http://www.cordis.lu
1 Fonte: ns elaborazione dal sito del Ministero del Commercio Estero







