SETTORE CALZATURIERO
Natura ed origine
L’articolazione che il settore ha raggiunto a livello di efficienza tra le varie funzioni che lo compongono è frutto di un mutamento strutturale avvenuto nell’arco di 40 anni, e che, oggi più che mai,si rinnova per fronteggiare crescenti pressioni competitive provenienti da nuovi Paesi competitori.
Le aziende calzaturiere della provincia di Lucca si sono sviluppate agli inizi degli anni ’50 come realtà a ciclo integrato, in grado di provvedere a tutte le fasi di lavorazione necessarie per la produzione di calzature, contando sulle capacità e la dedizione di imprenditori capaci ed intraprendenti.
Nel corso degli anni la standardizzazione, le economie di scala, ma soprattutto l’esigenza di specializzazione, hanno determinato un modello di sviluppo basato sull’articolazione di un sistema integrato di imprese specializzate in luogo della crescita dimensionale delle imprese preesistenti.
I calzaturifici si sono quindi “aperti” all’esterno cominciando a collaborare prima, e delegare poi, alcune delle fasi di lavorazione più importanti. Questo ha permesso, nel corso degli anni , di arrivare ad una realtà strutturata ed altamente specializzata, che fa dell’integrazione tra le diverse realtà del territorio elemento costitutivo.
Un distretto che si è venuto caratterizzando, rispetto al sistema toscano, per la presenza rilevante delle cosiddette aziende di volume, organizzati per la gestione di importanti volumi produttivi di calzature di qualità e prezzo medio. Un modello che ha esaltato la flessibilità di un sistema produttivo che è stato capace a partire dal dopoguerra di sviluppare una forte presenza commerciale in nord America, prima, e nei paesi Europei, dopo e che oggi è fortemente impegnato nel rinnovamento del proprio assetto organizzativo e di specializzazione per fronteggiare i nuovi scenari della competizione internazionale.
Geografia del distretto
Il sistema produttivo calzaturiero è diffuso sul territorio della Provincia, come risultato di una evoluzione storica ben precisa. La produzione di calzature è da sempre una attività caratteristica per il territorio lucchese, ma lo sviluppo di un sistema industriale si è affermato principalmente in due aree ben precise: la piana di Lucca, segnatamente nel territorio del Comune di Capannori, e l’area Versiliese (Viareggio e l’area compresa fra i comuni di Massarosa e Camaiore). Oggi, il sistema incentra la sua presenza sostanzialmente nella Piana, essendosi ridotta l’area Versiliese. L’area della Media Valle e della Garfagnana, che pure ha avuto in un passato (anche recente ) un ruolo significativo per il settore, soprattutto in riferimento alla presenza di attività ed aziende della filiera (segnatamente per la fase di preparazione, taglio e giunteria delle tomaie), oggi ha sensibilmente ridotto la presenza di aziende calzaturiere proprio in virtù di una “specializzazione” che prima e più di altre ha subito gli effetti dell’evoluzione della divisione internazionale del lavoro nel comparto calzaturiero.
Comuni della provincia che fanno parte del sistema economico locale calzaturiero
| Superficie territoriale (Kmq) | Popolazione | |
|---|---|---|
| ALTOPASCIO | 28,7 |
11.152 |
| CAPANNORI | 156,6 |
42.454 |
| LUCCA | 185,53 |
81.862 |
| MONTECARLO | 15,59 |
4.345 |
| PESCAGLIA | 70,73 |
3.718 |
| PORCARI | 17,88 |
7.109 |
| VILLA BASILICA | 36,48 |
1.792 |
| TOT. | 511,51 |
152.432 |
Dimensioni Economiche del distretto
Il sistema calzaturiero rappresenta tradizionalmente uno dei comparti manifatturieri più significativi per l’economia della Provincia, e per lungo tempo ha costituito il primo settore economico per volumi netti di esportazione, a conferma di una vocazione all’export che da sempre rappresenta tratto distintivo di questo sistema produttivo.
Imprese attive, unità locali e addetti alle unità locali al 31 dicembre 2003. Settore calzaturiero. Lucca, Toscana, Italia.
| IMPRESE ATTIVE | UNITA' LOCALI | ADDETTI ALLE UNITA' LOCALI | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Anno 2003 | Lucca |
Toscana |
Italia |
Lucca |
Toscana |
Italia |
Lucca |
Toscana |
Italia |
| Ind. Cuoio e Calzature | 642 |
7.115 |
25.384 |
703 |
8.027 |
28.702 |
3.364 |
38.589 |
158.627 |
| di cui Ind. delle calzature | 604 |
2.660 |
13.754 |
658 |
2.991 |
15.514 |
3.240 |
19.513 |
104.823 |
Di cui:
Imprese artigiane attive e addetti al 31 dicembre 2003. Settore calzaturiero. Lucca, Toscana, Italia
| IMPRESE ARTIGIANE | ADDETTI ALLE IMPRESE ARTIGIANE | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Anno 2003 | Lucca |
Toscana |
Italia |
Lucca |
Toscana |
Italia |
| Ind. Cuoio e Calzature | 440 |
4.756 |
16.378 |
1.614 |
15.986 |
55.053 |
| di cui Ind. delle calzature | 409 |
1.782 |
8.827 |
1.532 |
7.781 |
35.187 |
Unità locali attive al 31 dicembre 2003. Settore calzaturiero. Sistemi economici locali della Provincia di Lucca.
| Piana di Lucca | Versilia | Media valle | Garfagnana | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|
| Ind. Cuoio e Calzature | 533 |
114 |
30 |
26 |
703 |
| di cui Ind. delle calzature | 507 |
101 |
27 |
23 |
658 |
Di cui:
Sedi di impresa attive al 31 dicembre 2003. Settore calzaturiero. Sistemi economici locali della Provincia di Lucca.
| Piana di Lucca | Versilia | Media valle | Garfagnana | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|
| Ind. Cuoio e Calzature | 491 |
105 |
24 |
22 |
642 |
| di cui Ind. delle calzature | 470 |
93 |
21 |
20 |
604 |
| Anno 2003 | capitale assente |
|---|---|
| Ind. Cuoio e Calzature | 320 |
| di cui Ind. delle calzature | 293 |
Il territorio: parte attiva del sistema economico
Il sistema calzaturiero ha segnato lo sviluppo socio-economico del territorio della Provincia di Lucca che ha risposto creando condizioni “esterne” di competitività per le imprese in virtù di un virtuoso sistema di interrelazioni e legami stabiliti sul territorio in forza della comune specializzazione settoriale e dalla concentrazione geografica.
La presenza di attività connesse alla lavorazione ed alla trasformazione della pelle in prodotti calzaturieri ha una tradizione ultrasecolare nella Provincia, ma è dal secondo dopoguerra che si determinano le condizioni per l’affermazione di un vero e proprio sistema produttivo su base industriale. Sono gli anni del boom economico, che vede affermarsi nel territorio lucchese un modello di sviluppo incentrato sulla suddivisione e specializzazione per fasi del ciclo della calzatura, considerando la ridotta soglia di accesso tecnico-economica al settore. Ne è conseguita la nascita di numerose imprese che si venivano specializzando in una o talune fasi del ciclo produttivo,identificando nel calzaturificio vero e proprio l’attore-chiave di input e coordinamento dell’intero ciclo.
Al pari di quanto accadeva ad esempio per le attività dell’industria cartaria, negli anni 60, 70 e primi 80, il territorio della Provincia, meglio le aree a forte vocazione calzaturiera concentrate soprattutto nel capannorese, non vi era praticamente casa nella quale non si svolgessero attività legate alla produzione di calzatura, così come si può dire come non vi fosse famiglia nei Paesi attorno a Segromigno che non partecipasse od avesse ruolo nella produzione di calzature. Questo fattore ha finito così per rappresentare un forte elemento di identificazione del territorio con la sua attività economica prevalente, in un processo che ha segnato per lungo tempo la crescita sociale,urbanistica, e delle comunicazioni prima ancora che economica del territorio stesso.
Fattori di competitività
Alta specializzazione
Il distretto calzaturiero lucchese vanta oggi più di 650 imprese, per lo più medio-piccole, con un’occupazione di circa 3.200 persone (dati CCIAA 2003), che completano tutte le fasi merceologico/produttive in cui si articolala filiera calzaturiera.
Nel distretto sono presenti tutte le componenti per la progettazione, la produzione, la commercializzazione del prodotto-calzatura, unitamente ad una serie articolata di servizi specializzati, delineando in tal modo un’area-sistema caratterizzata da una elevata specializzazione per fasi, frutto proprio del modello organizzativo che ha caratterizzato il percorso evolutivo del settore a partire dal secondo dopoguerra, e ne accompagna l’odierna evoluzione verso un nuovo modello organizzativo e di specializzazione produttiva. In particolare, nell’area si ritrova la disponibilità di:
- Materiali:
- spalmati,
- accoppiati,
- cartoni fibratiper soletti (in questo specifico settore, sono presenti nel distretto lucchese produttori leader a livello internazionale).
- La prossimità e la forte interazione/integrazione del distretto lucchese con il comprensorio conciario di S.Croce, Ponte a Egola e Fucecchio (primo polo italiano per la produzione di pelli da suola e per tomaia,a meno di 20 km di distanza) arricchisce ed integra le risorse a disposizione per le imprese del distretto con pellami per tomaia e fodere, cuoio da suole.
- Componenti-materiali-accessori-lavorazioni-trasformazione:
- Trancerie,
- tomaifici-giunterie,
- guardolifici e accessoristi,
- suolifici,
- formifici,
- solettifici,
- tacchifici,
- incisioni ed etichette,
- fustellifici,
- minuterie metalliche,
- aziende cartografiche scatolifici.
- Servizi:
- Spedizionieri e consulenti doganali
- dogana,
- software house e web services dedicati,
- servizi stilistici e di modelleria tecnico-stilistica,
- grafica e comunicazione,
- allestimenti fieristici,
- rappresentanze,
- società di engineering calzaturiero (per la fornitura di impianti, tecnologie e servizi integrati di ingegneria per la realizzazione di linee di produzione
E’ particolarmente significativo rilevare in questo contesto la presenza nel distretto del centro di competenze specializzato costituto dal Centro Servizi Calzaturiero, che con le sue attività di centro di ricerche applicate,laboratori integrati di progettazione CAD e di controllo qualità materiali e collaudo prodotti, unitamente alle attività e servizi di formazione professionale, di comunicazione e di marketing, costituisce un decisivo elemento di sostengo alle imprese, rafforzandone così le capacità competitive.
- Alla luce di quanto sopra, i punti di forza del sistema locale calzaturiero lucchese possono essere riassunti nei seguenti:
- Un forte radicamento con il territorio, che coniuga l’origine familiare della gran parte delle imprese con il contesto socio economico in cui sono ubicate
- la forte attenzione verso i mercati internazionali e la capacità acquisita negli anni di saper gestire i rapporti con i clienti
- la continua tensione verso l’innovazione di prodotto che si traduce in una continua trasformazione dell’offerta ai consumatori
- la presenza sul territorio dell’intera filiera produttiva e della rete di subfornitura
- disponibilità di risorse umane che dispongono di elevata capacità professionale e di esperienza
- posizione geografica importante di collegamento ed integrazione fra sistemi calzaturieri regionali e segnatamente con il distretto conciario di Santa Croce sull’Arno - Ponte a Egola - Fucecchio/Ponte a Cappiano, cuore dell’offerta delle più importanti materie prime impiegate nei cicli produttivi (cuoio da suola e pelli per tomaie).
- previsione urbanistica di aree attrezzate dedicate al settore (Cittadella della Calzatura, aree attrezzate per l’artigianato e per l’industria)
Tipologie di produzione
L’offerta produttiva
Il distretto calzaturiero lucchese è strutturato per sostenere una notevole capacità produttiva (stimata in circa 18 milioni di paia di scarpe l’anno), principalmente ripartite fra Calzature da passeggio da donna (trend, confort, base) - la componente largamente prevalente -Calzature da passeggio da uomo/bambino (confort, tempo libero). Si tratta del risultato di un processo di evoluzione che ha portato ad uno specifico tratto distintivo del sistema con le cosiddette “aziende di volume”, che caratterizzano tradizionalmente il sistema lucchese rispetto alle altre zone calzaturiere toscane.
Un’offerta variegata, che affianca al prodotto tipico locale, lo zoccolo - intorno al quale è nato e si è sviluppato l’attuale sistema industriale (e oggi rinato a nuova vita grazie al ritorno della moda ed ai più elevati contenuti qualitativi e stilistici, ai materiali impiegati, ai brand) - produzioni di maggior valore aggiunto e contenuto tecnico-stilistico prevalentemente rivolte all’esportazione, ma anche prodotti e modelli tipici realizzati - anche su misura - da piccoli produttori artigiani.

A seguire, rappresentazione della filiera cuoio-pelli-calzature, con evidenza delle attività presenti nel sistema distrettuale lucchese.

Tabelle Export (pdf)
Un sistema tradizionalemente vocato all’export, che nasce e si consolida come sistema industriale proprio in funzione della domanda internazionale di calzature, e che si pone in termini dinamici l’obiettivo di una funzionale coerenza con l’evoluzione dei consumi nei principali mercati di riferimento.
Il sistema industriale affermatosi sul e per il mercato nord americano, ha nel corso degli anni 70-80 riorientato prevalentemente i propri prodotti verso i mercati comunitari, particolarmente verso la Germania, mantenendo il tratto distintivo della grande distribuzione come partner commerciale principale.
Nel 2003 il mercato dell’Unione Europea ha rappresentato il 63,48% dell’export lucchese, mentre il Nord Americapesa per il 15,45% dell’esportazione. Due aree di mercato che da sole costituiscono circa il 79% dell’export lucchese, e che richiedono un consolidamento (area comunitaria) ed un rilancio (area nord americana - pur in presenza del problema del rapporto €/Dollaro) a motivo della concomitanza di fattori congiunturali negativi quali l’andamento riflessivo dei consumi e il repentino deprezzamento del dollaro rispetto all’Euro. A questi obiettivi,si affiancaun’azione mirata alla identificazione di nuove aree di mercato, come ad esempio, la Russia ed i Paesi dell’allargamento dell’Unione Europea, su cui il sistema locale sta programmando azioni e strumenti innovativi volti al radicamento commerciale.
La tradizionale vocazione export è oggi dunque “reinterpretata” alla luce dei cambiamenti intervenuti sui mercati internazionali,che impongono un riallineamento competitivo del sistema locale con conseguente riposizionamento su mercati e segmenti di mercato.
Il distretto lucchese sta quindi muovendosi secondo una strategia differenziata:
- Rinnovare/potenziare la capacità di marketing per consolidare le posizioni già acquisite (per “fare network” con la distribuzione, sviluppare e promuovere politiche di brand, aumentare il contenuto qualitativo delle produzioni, affrontare segmenti più elevati);
- Sviluppare azioni di competitive intelligence per l’individuazione di nuovi segmenti di mercato (anche con la differenziazione produttiva accompagnata da una nuova immagine e visibilità delle aziende) e nuovi mercati per produzioni a maggior valore aggiunto;
- Valorizzare le produzioni made in Italy (anche con l’ausilio di strumenti innovativi di natura tecnica) e di qualità certificata
- Adozione di nuove modalità di aggregazione fra le imprese per singoli progetti (commerciali, di innovazione ma anche di fusione aziendali) per creare una maggiore massa critica e capacità di investimento e di azione;
- Sviluppare iniziative di collaborazione con paesi terzi per aprire nuove aree di mercato.
- Una strategia articolata e complessa, che muove dalla consapevolezza della molteplicità delle esperienze presenti nel distretto, ma anche dalla valutazione degli ampi margini di miglioramento che possono ancora essere perseguiti per ottenere quell’incremento di efficienza e di razionalizzazione delle risorse capace di riguadagnare margini di competitività anche per le produzioni più tipiche (e quantitativamente significative) della nostra realtà.
Il Centro Servizi
Agendo come “moltiplicatore dei vantaggi di sistema”, il territorio ha da un lato favorito l’insediamento di una molteplicità di “attori” della filiera e, successivamente (1984), tramite l’azione degli Enti Locali (Provincia di Lucca, Comune di Capannoni, Camera di Commercio di Lucca) ha creato le condizioni per la costituzione e l’operatività di una struttura specificamente dedicata alla organizzazione ed implementazione di servizi per le imprese calzaturiere.
Un’esperienza che si è evoluta nel corso del tempo in piena sintonia con i mutamenti degli scenari competitivi di riferimento di questo comparto produttivo, e che è divenuto oggi un vero e proprio soggetto che attrae verso il territorio imprese, centri di ricerca pubblici e privati,italiani ed esteri interessati ad acquisire servizi ovvero sviluppare e condividere nuove conoscenze da trasferire al sistema produttivo calzaturiero.
E’ proprio da questa attività di collaborazione che, intorno alla metà degli anni ’80 nasce il Centro Servizi Calzaturiero(Ceseca) che racchiude in sé il desiderio di crescita, specializzazione ed operosità di uno dei settori più importanti dell’economia lucchese.
Il Centro rappresenta il punto di incontro tra la spinta imprenditoriale e la necessità di programmazione che la competizione moderna richiede per stare al passo con i tempi,diventando quindi la forza aggregante di diverse realtà orientate al successo, proponendo un modello per la riunione di competenze tecniche, giuridiche ed economiche che offrono nuove opportunità per le medie e piccole realtà calzaturiere. Grazie ai servizi del Centro, come il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese, i servizi e consulenze tecniche erogate dai laboratori di progettazione e qualità, la formazione professionale continua, tutto il distretto calzaturiero può acquisireuna dimensione unitaria ed organizzata, che facilita il riconoscimento dell’offerta e che diviene elemento di attrazione per imprese non residente in materia di servizi ad elevato valore aggiunto in materia di innovazione e qualità (grazie anche ai propri Laboratori di progettazione e qualità, dal 2004 entrati a far parte della Rete Nazionale dei Laboratori del Sistema Camerale italiano).
- Il Centro Servizi sviluppa le proprie attività fornendo un apporto strutturato quale Centro di ricerche applicate per il trasferimento delle innovazioni, muovendosi in alcune direzioni prioritarie:
- nuove tecnologie e sistemici automazione delle fasi di design e progettazione tecnica,
- sistemi di progettazione condivisa web-based fruibile in remoto,
- nuove tecnologie di prototipazione rapida,
- metodologie per la progettazione eco-compatibile,
- metodologie e sistemi di marcatura dati e tracciabilità di materiali e prodotti,
- standard Europei per i sistemi di design e di e-commerce,
- sperimentazione di materiali innovativi)
- Il Laboratorio di Progettazione CAD/CAM ed il Laboratorio per il Controllo Qualità dei Materiali e il Collaudo della Calzatura, costituiscono la struttura tecnologica a disposizione di un Team altamente specializzato e professionalmente molto preparato, che interagisce da anni all’interno di un Network Europeo di Centri di Eccellenza (Centri di Ricerca, Università, Imprese) per il settore calzaturiero, oltre realizzare
La progettazione e la costruzione di calzature concentrano un numero elevato di tecnologie, che spaziano dalle tecniche sofisticate di progettazione ai metodi specifici di costruzione e di lavorazione, al supporto per la certificazione della qualità. Un modello di business frequente è quello di un produttore che coinvolge un numero - anche elevato - di sottofornitori - talvolta microimprese - altamente specializzate.
Grazie alla riunione di competenze specializzate, alla grande ricettività del territorio, alla presenza di realtà capaci di coordinare il processo non solo produttivo ma anche strategico e promozionale, il comparto lucchese della calzatura si presenta come sistema aperto alla ricezione di input dall’esterno, sia in forma di nuove sfide sui mercati sia in forma di collaborazioni con realtà attente alla qualità ed efficienza delle produzioni. Di grande significato sono le collaborazioni con partner sia italiani che stranieri, che rappresentano un momento di creazione e condivisione di esperienze e capacità progettuali per riportare nel tessuto locale e rendere fruibili, nuove conoscenze in grado di supportare le imprese nei propri percorsi di sviluppo competitivo.
Un sistema di relazioni che rappresenta di per sé elemento competitivo del distretto, ma anche elemento di attrazione nei confronti di competenze e specializzazioni altrove localizzate.
Il Centro opera in un sistema locale fortemente coeso nelle sue varie articolazioni (enti pubblici, associazioni imprenditoriali e sindacali) che, nel rispetto delle proprie specificità e competenze,condivide la necessità di valorizzare le competenze già disponibili sostenendo (e partecipando attivamente in taluni casi) i percorsi progettuali finalizzati ad implementare la ricerca per il trasferimento delle innovazioni, la qualità, la sostenibilità e l’ecocompatibilità dei prodotti intesi come pre-condizioni per concretizzare l’obiettivo di recuperare e sviluppare nuovi fattori di competitività del calzaturiero lucchese sui mercati internazionali.
Il distretto e l’ambiente
- Il settore calzaturiero è una realtà consolidata fatta di grandi numeri, sia per quanto riguarda il lavoro e la ricchezza prodotta, sia, purtroppo, per il forte impatto sull’ambiente. Si utilizzano materiali di varia natura (pelli, cuoio, materiali sintetici, vernici e collanti a base di solventi chimici, gomme…) che sono difficili da smaltire, e tecnologie di lavorazione spesso altamente impattanti.
- Di questaproblematica il sistema locale è pienamente consapevole, ed è a partire da questa consapevolezza che a partire dal 2002 che il distretto ha iniziato ad affrontare in maniera integrata e completa il problema della compatibilità ambientale del prodotto calzatura, nei suoi termini tecnici ma anche economici e competitivi. Si tratta in sintesi di azioni articolate ma sinergiche che si pongono i seguenti obiettivi:
- Di innalzare il livello di consapevolezza delle aziende tramite seminari e formazione
- Di mettere loro a disposizione tutte le informazioni necessarie ad una corretta “progettazione eco-compatibile” della calzatura, in altre parole di facilitare la selezione dei materiali e delle tecniche a minore impatto
- Di testare prodotti e materiali in modo da determinarne la compatibilità ambientale, in modo da creare opportune banche dati (eco-database)
- Di mettere a disposizione delle aziende queste informazioni, trasformarle cioè in un “servizio di supporto alle decisioni”, in modo da agevolare l’adozione di correttedecisioni progettuali
- Di creare strumenti e servizi di “tracciabilità” di materiali e prodotti. Questi sono essenziali sia per certificare la loro provenienza ed il loro grado di compatibilità ambientale, sia, a livello di utente finale, per valorizzare i prodotti stessi in termini di origine e di maggior grado di compatibilità con l’ambiente.
- Di aiutare le aziende che producono prodotti eco-compatibili a dimostrare concretamente il valore di questi prodotti, valorizzandoquesta qualità come elemento qualificante su mercati evoluti, tramite sistemi di marcatura e tracciatura informatica che consentano la certificazione univoca delle qualità e la possibilità di controllo da parte degli utenti finali.
- Di sviluppareapplicazione di metodi per l’applicazione di adesivi e vernici base acqua all’interno della filiera calzaturiera , considerando che costruzione della scarpa prevede l’uso di adesivi specifici per le diverse fasi di lavorazione oltre che di vernici per tacchi e suole.
- Ridurre e/oeliminare le emissioni di solventi (SOV)significa ridurre l’inquinamento atmosferico, la pressione antropica sull’ambiente esterno alle imprese, ma anchemigliorare lecondizioni di lavoro all’interno delle stesse unità produttive.Obiettivo che costituisce fra, l’altro, l’opportunitàdi anticipare i requisiti delle nuove normative europee,con riduzione dei costi indiretti (quali depurazione e smaltimento) ed il perseguimento di(nuovi) vantaggi competitivi.
- Di approcciare il problema del ciclo di vita del prodotto-calzatura per individuare strumenti finalizzati a metodologie di smaltimento/riciclaggio di materiali e componenti. Infatti, anche se al momento attuale non è richiesta una gestione del ciclo di vita del prodotto calzatura, è di tutta evidenza come nel prossimo futuro nuove norme a livello Nazionale o Europeo finiscano per imporla, vista la diversità e la difficile riciclabilità dei materiali che compongono le calzature attuali (pelli, gomme, plastiche, collanti, vernici, metallo ...). La creazione per tempo di questi nuovi servizi, e la possibilità immediata per le aziende di orientarsi verso prodotti maggiormente compatibili con l’ambiente, o di tracciare la vita dei prodotti stessi, potrà facilitarne il loro adeguamento alla nuove normative e minimizzerà l’impatto sulla loro capacità di stare sui mercati.
Il tema della compatibilità ambientale può divenire, in questo contesto, daproblema adopportunità, ed il distretto è attivamente impegnato nelle sue varie componenti in progetti ed attività operative volte non solo ad ottenere una diffusa consapevolezza e disponibilità di strumenti tecnici coerenti, ma anche per rappresentare e comunicare verso i mercati ed i consumatori questa attenzione all’ambiente come elemento di forza e valorizzazione competitiva del prodotto e del distretto lucchese nel suo articolato complesso.
A titolo esemplificativo, in questo ambito, il sistema calzaturiero lucchese
- ha partecipato al Progetto CERTE GESTA (Certificazione e Gestione ambientale per l’Agenda 21 lucchese), progetto da cui è scaturita la partecipazione al progetto PRODIGA (Regione Toscana) di un calzaturificiolocale che si sta avviando alla certificazione Emas;
- partecipa al progetto Pioneer (programma comunitario Life-Ambiente) promosso dall’Amministrazione Provinciale di Lucca quale parte integrante a valle della filiera cartaria verso cui è rivolto;
- hapromosso e realizza il progetto HYDROSHOE (Docup Toscana 2000-2006 Mis. 1.7 Ambiente) per l’applicabilità al settore di tecnologie di verniciatura ed incollaggio prive di solventi chimici;
- ha realizzato tramite la collaborazione fra Camera di Commercio di Lucca, Dintec-Unioncamere nazionale e Centro Servizi Calzaturiero un progetto-pilota per la realizzazione di un primo osservatorio sui trend tecnologici per il settore calzaturiero nel quale sono sottoposte a monitoraggio iniziative, informazioni, pubblicazioni, ricerche in materia ambientale applicata al settore;
- partecipa attraverso il Centro Servizi al progetto integrato comunitario CECMADESHOE (in corso di realizzazione a valere sul VI° Programma Quadro dell’Unione Europea) in cui, fra l’altro, è in corso di infrastrutturazione e validazione (coordinato da Ceseca) un primo sistema-pilota per la marcatura e la tracciabilità dei prodotti calzaturieri;
Azioni che confermano l’attenzione al tema ambiente e che rileva sottolineare, vedono la partecipazione e/o la promozione, a vario titolo, delle diverse componenti pubbliche e private del distretto calzaturiero lucchese
- Per poter progettare e produrre calzature maggiormente compatibili con l’ambiente sono necessarie varie azioni sinergiche:
- Bisogna disporre di informazioni corrette sul diverso impatto dei materiali e delle tecniche di produzione: l’offerta per le aziende calzaturiere è quanto mai vasta, e le scelte difficili.
- E’ necessario conoscere tutte le normative e standard in vigore per la compatibilità ambientale, a livello nazionale ed Europeo.
- E’ necessario, infine, utilizzare queste informazioni nella fase di design della calzatura, al momento delle scelte. Bisogna quindi poter consultare queste banche dati di informazioni, che sono patrimonio comune, in maniera semplice, rapida ed economica.
Si tratta certamente di obiettivi importanti, che muovono dalla consapevolezza condivisa che la “variabile-ambiente”al pari dell’adozione di comportamenti etici (la responsabilità sociale dell’impresa volta ad attestare il rispetto da parte dell’impresa stessa dei requisiti sociali connessi ai fondamentali diritti dei lavoratori) può divenire, a tutti gli effetti, valore aggiunto e fattore decisivo di recupero della competitività per le imprese calzaturiere lucchesi . Obiettivi importanti ancorché ambiziosi, se si considera che, allo stato, non esistono basi dati del tipo di quella ipotizzata a livello Nazionale o Europeo. Le normative Nazionali ed Europee sono sparse in molti siti Web o altre sorgenti di informazioni, ed un quadro aggiornato e completo della situazione è difficile da trovare (proprio a questo è rivolto, fra l’altro,il progetto sull’osservatorio trend tecnologici per il calzaturiero - più sopra citato - che si avvale di specifici strumenti software di ricerca sul web e su banche dati per laclusterizzazione delle informazioni su calzatura e ambiente) .
La consapevolezza condivisa dal sistema locale di queste problematiche-opportunità ha generato percorsi progettuali ma anche di formazione ed informazione che consentono di qualificare il distretto calzaturiero lucchese come un’area sistema attenta all’argomento e, soprattutto, in grado di generaremetodologie, strumenti e servizi capaci di implementare sistemi progettuali e produttivi ecocompatibili.
In questa situazione, e data la piccola dimensione degli attori (industrie calzaturiere) diviene ancor più decisiva l’azione del sistema-locale che può attivare e valorizzare le competenze disponibili sul territorio per promuovere azioni di ricerca finalizzate al trasferimento di nuove (buone) pratiche in termini di impatto ambientale delle produzioni, nella logica dell’approccio preventivo al problema: si vuole sfruttare un periodo di cambiamento forzato (dovuto alla necessità di adattarsi ai mercati) per dare alle aziende l’opportunità di evolvere nella direzione corretta, pienamente in linea con le crescenti aspettative di mercati e consumatori evoluti.
Il distretto la ricerca e l’aggiornamento tecnico
Il sistema calzaturiero locale, al pari di quello nazionale, risente della marcata sovrapposizione del proprio modello di specializzazione produttiva rispetto ai Paesi di nuova industrializzazione. Questa circostanza induce la necessità di puntare su nuovi fattori di competizione rispetto ai competitori, partendo e facendo leva sulla ricerca-la creatività-l’innovazione.
In questo contesto, il rinnovo e l’ampliamento della gamma dei prodotti, la disponibilità e la diffusione di nuove tecnologie e di modelli organizzativi, rappresentano altrettante condizioni necessarie per rilanciare e consolidare la capacità competitiva delle nostre imprese. Data peraltro la caratterizzazione dimensionale delle imprese del distretto, l’attività di ricerca per il trasferimento delle innovazioni è reso possibile dalla presenza e dal ruolo svolto dal Centro Servizi Calzaturiero, che operando come centro di ricerche applicate rappresenta da anni lo strumento tramite il quale - in collaborazione e sinergia con gli altri attori del distretto, enti pubblici, associazioni datoriali e sindacali - si rende concretizzabile l’obiettivo di ricercare-acquisire nuove conoscenze in materia di prodotti, soluzioni, processi, organizzazioni in grado di supportare le aziende nelle loro politiche di differenziazione rispetto alla concorrenza portata dai Paesi di nuova industrializzazione.
L’eccessiva frammentazione e dispersione della filiera non consente infatti alle singole aziende di poter investire efficacemente in innovazione, cioè di studiare e mettere in pratica le nuove tecnologie che sono necessarie per massimizzare la propria efficienza e ridurre i tempi di risposta alla domanda di mercato, sempre più esigente in termini qualità, turbolenta in termini di prevedibilità, e diversificata in termini di prodotto.
Questa fase di cambiamento e di selezione vedrà sopravvivere e crescere solo le aziende che saranno in grado di adeguarsi ad un quadro normativo in continua evoluzione e massimizzare la propria efficienza. Per affrontarla con probabilità di successo è necessario sostituire il tradizionale approccio individualistico e frammentato con una strategia di sistema, imperniata sulla individuazione e creazione di servizi comuni che dovranno messi a disposizione delle imprese per coprire le carenze individuate.
In questa ottica, il valore del distretto, vero e proprio fattore di aggregazione ma anche di attrattività, sono le competenze e le capacità maturate e disponibili per sostenere le singole imprese nell’acquisizione di una crescente capacità di affrontare il tema dell’innovazione con concrete opportunità e servizi. Il sistema locale è da anni impegnato nello sviluppo di competenze tecniche in grado di generare capacità progettuali coerenti con le necessità di evoluzione tecnico-qualitativa del sistema produttivo. In particolare, lo studio e lo sviluppo attualmente di corso di alcune metodologie operative che rendono disponibili “servizicentralizzati e condivisi via web” dalle aziende, costituisce, unitamente ad un insieme articolato di azioni di informazione, formazione e diretta partecipazione a singoli progetti di ricerca, un elemento di forza del sistema locale che avvicina concretamente le imprese alla ricerca, rendendone fruibili i risultati tramite azioni di trasferimento.In questo ambito, lo sviluppo di specifiche tecnologie ICT verso cui il distretto ha maturato competenze e sviluppato azioni, possono risultano la chiave per poter implementare una serie di strumenti dedicati in grado di incrementare il vantaggio competitivo del sistema imprenditoriale. Si tratta di delineare, progettare e realizzare un insieme di servizi di cui le aziende avranno sempre più bisogno nel futuro immediato, e di modularli in modo che le aziende possano accedere ad essi in maniera efficiente ed economica, riguadagnando la rispondenza ai vincoli della competizione economica sul mercato pur mantenendo la loro naturale individualità.
Un’azione coerente e coordinata per consentire alle aziende di riprendere in mano la gestione del ciclo mercato-prodotto-mercato, realizzando nel contempo una riduzione concreta di tempi e costi di progettazione, con benefici in termini di efficienza capacità competitiva grazie all’ottimizzazione globale delle risorse disponibili.
Un percorso progettuale certamente non agevole, ma che può contare sulle competenze proprie di attori del distretto (come il Centro servizi), attivate in sinergia con gli altri attori locali (pubblici e privati) e, soprattutto, reso possibile dall’apertura e partecipazione del sistema locale ad una rete di centri di competenze e specializzazione settoriale di livello internazionale.
Partecipare ad un network siffatto composto da un diversificato insieme di soggetti adelevata specializzazione (ad esempio, Centri di Ricerca, Università, Laboratori,imprese high tech, ecc.) rappresenta e costituisce un decisivo vantaggio strategico del distretto locale perché consente di acquisire la collaborazione di quelle competenze che, unitamente a quanto localmente disponibile, può rendere concreto e disponibile l’obiettivo di un continuo aggiornamento tecnico.
Il sistema calzaturiero lucchese partecipa ed è pertanto pienamente integrato nell’area europea e nazionale della ricerca dedicata al settore, una comunità di competenze che promuove e sviluppa progetti di ricerca specifici per il settore calzaturiero (in ambito europeo - a valere sul V° e VI° Programma Quadro - nazionale e regionale). Una “comunità della conoscenza” al servizio del sistema calzaturiero lucchese: questo è il contesto in cui operare oggi, visto e considerato che la complessità dei problemi e la pressione competitiva internazionale richiede una aggregazione allargata delle risorse e delle competenze da mettere in campo per recuperare margini di competitività..
Una partecipazione che esplicita e visualizza un fattore di competitività decisivo per l’evoluzione del sistema produttivo locale, considerando che le aziende hanno bisogno di ritrovare nel sistema cui appartengono ed operano, capacità, esperienze, competenze e servizi qualificati per risposte adeguate e coerenti rispetto alle crescenti esigenze che devono fronteggiare. Questo significa che il distretto può ancora essere strumento decisivo di competitività di sistema se è capace di aprirsi ai cambiamenti lasciandosi permeare da ambienti esterni, orientando risorse e capacità nella direzione dell’innovazione tecnologica e del rapporto funzionale aziende-mercati.
A titolo puramente indicativo, diamo di seguito un breve elenco dei soggetti che compongono la rete anzidetta:
ITIA-CNR Istituto di Tecnologia Industriale e Automazione - Consiglio Nazionale delle Ricerche - Milano/Vigevano
Università di Firenze - Facoltà di Ingegneria - Dipartimento di Meccanica e Tecnologie Industriali
TECNOTESSILE - Società Nazionale di Ricerca Tecnologica - Prato
Associazione Nazionale Calzaturieri Italiani (ANCI)
ACRIB - Associazione Calzaturieri Riviera del Brenta
STRING -Vigevano
LUCENSE SPA - Lucca
CTC - Lione
CPR - Consorzio Pisa Ricerche
CEC - Confederazione Europea della Calzatura - Bruxelles
CEN ISSS - European Committee for Standardization - Information Society Standardization System - Bruxelles
BFA - British Footwear Association - Regno Unito
FNICF - Federation National de l’Industrie de la Chaussure de France - Francia
ELSEVIE - Hellenic Association Footwear Manufacturers and Exporters - Grecia
®Hellenic Leather Centre - Grecia
PFI- Pruef-und Forschungsinstitut fuer die Schuhherstellung E.V.- Germania
INOCAM Portogallo
INESCOP - Spanish Institute of Footwear and Allied Industries Research Association- Spagna
CONCENTRIS - Svizzera
SAP - Germania
Il distretto e la formazione
La valorizzazione delle risorse umane con le connesse necessità di qualificazione-specializzazione professionale è uno degli elementi di maggior importanza per il futuro del nostro sistema calzaturiero. Qualificare le produzioni, ma anche implementare nuove metodologie di progettazione della scarpa e di gestione organizzativo/logistico dell’intero ciclo, richiede (e richiederà in misura crescente nel prossimo futuro) nuove competenze di tipo tecnico-organizzativo e tecnico-gestionale. Il distretto trae la sua dinamicità ed il suo successo da una serie articolata di fattori: intelligenza organizzativa, capacità di sperimentazione e agire pratico, talento creativo ed inventiva, abilità artigianali, competenze tecniche e capacità di innovazione. Ed in uno scenario dove competenza diventa una delle parole chiavi per il futuro, la formazione ha un determinante ruolo strategico. Una formazione che deve essere anche per gli imprenditori, per aiutarli a crescere nella cultura di impresa, ma è anche uno strumento di tipo continuo, sul lavoro, per permettere alle persone già inserite nei cicli lavorativi di disporre di strumenti concreti ma agili per migliorare/specializzare i propri apporti tecnico-professionali.
Il distretto si è dotato dunque di un sistema capace di rispondere anche alle necessità di formazione e specializzazione delle risorse umane inserite nei cicli produttivi. Un’offerta formativa che si è venuta qualificando in sintonia con i cambiamenti delle strategie e delle organizzazioni aziendali, e che oggi spazia dal design alle specializzazioni tecniche, dalla progettazione assistita da computer alla formazione obbligatoria per apprendisti, in un dinamico percorso di anticipazione ed adeguamento delle necessità delle imprese.
Un percorso concordato e condiviso nel distretto che diventa propostadegli interventi operativi ad opera dell’Amministrazione Provinciale nei propri strumenti di programmazione dell’attività formativa locale.
Formazione che è parte integrante di un percorso finalizzato allo sviluppo della cultura d’impresa, per la conoscenza e l’analisi critica di esperienze in grado di riportare sul sistema locale soluzioni e/o idee maturate ed implementate in altre realtà analoghe.
Una formazione che si propone di coltivare le conoscenze e le competenze, aggiornarle e trasferirle alle nuove generazioni e che dispone di una agenzia formativa specializzata, dotata di locali ed attrezzaturemoderne, che opera in partenariato sul territorio sviluppando progettualità condivisa con altre agenzie pubbliche e private e sviluppando coerenti azioni formative realizzate in collaborazione con gli attori del distretto ma anche a livello internazionale, partecipando e promuovendo iniziative formative cui partecipano partner di altri Paesi che condividono obiettivi e strumenti di qualificazione del personale inserito nei cicli calzaturieri.
Merita qui ricordare l’esperienza in corso del progetto Stride, ideato e presentato dagli attori del distretto sul bando Equal della Regione Toscana, finalizzato alla sperimentazione di modalità innovative di formazione e che si completa di una componente transnazionale per il trasferimento di competenze fra soggetti francesi e belgi, oltre ad un partner abruzzese.
L’azione formativa di qualificazione e specializzazione delle varie figure professionali del settore (sia in area tecnico-gestionale che tecnico-organizzativa), si completa anche con attività seminariali tematiche particolarmente nel campo del marketing strategico (analisi dei mercati, trend stilistici, esperti marketing, sociologi, ecc.), dell’internazionalizzazione, della gestione dell’impresa per manager/quadri aziendali anche come iniziative di sostegno per il ricambio generazionale.
QUALITA’
Le dinamiche in atto sui mercati calzaturieri internazionali richiedono calzature fortemente innovative per stile, moda, materiali ma chiede anche comfort, qualità dei materiali, accuratezza delle lavorazioni, prodotti su misura o personalizzati, eco-compatibilità, marchi riconoscibili, origini certe e documentate. In questo contesto, la qualità intesa come l’insieme delle caratteristiche di un prodottoche ne determina la capacità di soddisfare le esigenze esplicite ed implicite del cliente, è fattore decisivo ed una sorta di pre-condizione per poter mantenere e sviluppare capacità di competizione da parte delle imprese. La qualità quindi come sinonimo di“Soddisfazione del Cliente”, daperseguire tramite sistemi operativi e modelli organizzativi che consentano di ottenere prodotti aventi caratteristiche tali da soddisfarne le aspettative, secondostandard di qualità certi e ripetuti. Mantenere e migliorare la capacità competitiva del nostro sistema significa aumentare il valore aggiunto delle nostre produzioni, individuando quegli elementi di differenziazione capaci di orientare le scelte di acquisto da parte dei consumatori. Tali valori costituiscono il valore aggiunto di una scarpa prodotta dalle nostre aziende.
Le caratteristiche di prodotto sono fondamentali,devono certamente esserecerte e visibili,ma ad esse dobbiamo aggiungere altri valori come il rispetto dell’ambiente, dell’etica, del servizio. Un concetto di qualità che integra diversi elementi percepibili se non addirittura vere e proprie aspettative dei consumatori (qualità tecnica - la soddisfazione delle esigenze del consumatore; qualità ambientale - compatibilità del ciclo produttivo con l’ambiente interno ed esterno, ma anche qualità ambientale del prodotto in termini di assenza di sostanze tossiche o nocive per il consumatore; qualità etica - prodotti realizzati nel rispetto dei diritti di tutti coloro che partecipano al ciclo di progettazione-costruzione della calzatura) che possono generareplus-valore competitivo ma che richiede capacità oggettiva di rilevazione, documentazione e certificazione e, a monte, una progettazione che implementa ed è finalizzata al perseguimento della qualità integrata.
In questo contesto, il distretto lucchese si caratterizza per la disponibilità di un laboratorio integrato per prove di caratterizzazione qualitativa di materiali, componenti e di collaudo dei prodotti(test fisico meccanici per il controllo qualità di materiali e componenti, test fisico meccanici per il collaudo della calzatura, analisi chimiche, controlli preliminari per la certificazione di qualità, controlli preliminari marchi Ecolabel ed EMAS) effettuatisecondo le esigenze aziendali, seguendo la normativa italiana UNI ed europea EN, quella inglese BSI e quella tedesca DIN nonché quella di riferimento all'Industria Conciaria IUC - IUP - IUF.
La Qualità viene quindimisurata attraverso prove di laboratorio tenendo in considerazione le seguenti caratteristiche:
- prestazioni (es. la resistenza meccanica alla trazione o alla fatica o agli urti, ecc…)
- sicurezza ( es. la scivolosità delle calzature, la resistenza agli acidi, altri elementi e requisiti fissati da Norme o da DirettiveEuropee)
- ecologicità e non tossicità dei materiali (es. Direttive Comunitarie per la presenza di prodotti e sostanze nocive ma anche regolamenti per l’utilizzo del marchio Ecolabel)
Valore aggiunto del laboratorio lucchese è dato dal fatto che i rapporti di prova (che attestano la conformità - rispetto alla norma - del campione sottoposto a test) sono corredatida servizi di consulenza su normative tecniche settoriali, definizione di manuali tecnici per linee di prodotto (il cui scopo è di uniformare gli standard di qualità di prodotti realizzati in fabbriche diverse rispetto all’azienda che li progetta e li commercializza), definizione di schede tecniche di prodotto, formazione degli esperti aziendali del controllo qualità della calzatura. Un’azione tecnica che postula ed integra anche l’importante obiettivo di determinare l’accrescimento e la diffusione della cultura della qualità nel sistema locale. Obiettivo, questo, perseguito facendo ricorso anchea seminari tecnologici, focalizzati sui concetti della qualità del prodotto secondo le leggi e le normative dei vari paesi ed i capitolati tecnici di riferimento alla grande distribuzione organizzata, e rivolti sia alle imprese che ai tecnicied ai responsabili del controllo di qualità dei gruppi della distribuzione organizzata nord-europea e nord-americana. Seminari che consentono dipromuovere l’uniformità della cultura della qualità del prodotto, uniformare il livello degli standard di qualità e delle prestazione del prodotto rispondendo e superando le stesse aspettative del cliente, fare della “cultura della qualità” un vero plus competitivo per operare sul mercato globale, facilitando nel contempo la collaborazione fra il calzaturificio ed il cliente.
Anche in questo ambito la condivisione di obiettivi e strumenti da parte delle componenti il sistema locale, ha portato ad avviare percorsi di consolidamento e sviluppo del laboratorio (per aumentarne le dotazioni tecniche, quindi le capacità di servizio) e, parallelamente, di consolidamento e strutturazione di iniziative di coinvolgimento formativo delle aziende nei confronti delle metodologie di effettuazione dei test per unasempre maggiore sensibilizzazione sul tema.







