L'AREA LUCCHESE
La popolazione della provincia raggiunge le 372.244 unità nel 2001, con una densità di 210 abitanti per kmq. Nel 1951 ammontava a 366.899 unità, scese poi a 365.541 nel 1961 e aumentava nuovamente nel decennio successivo, fino a divenire 380.356 nel 1971 e 385.876 nel 1981. Per quanto riguarda i periodi precedenti agli anni ‘50, il numero degli abitanti era passato da 205.890 nel 1830 a 269.983 nel 1881, quindi a 341.990 nel 1936.
Agli inizi del secolo scorso, in un primo tempo, la provincia di Lucca fu ampliata comprendendo i comuni dell’attuale area della Garfagnana e successivamente negli anni ’30 con la costituzione della provincia di Pistoia furono staccati tutti i comuni della Val di Nievole fino ad arrivare all’attuale struttura geo-politica suddivisa in quattro macro aree cioè la piana di Lucca, la Media Valle del Serchio, la Garfagnana e la Versilia per un totale di 35 comuni.
La provincia di Lucca oltre alla pianura, alla collina della Media Valle del Serchio e alla montagna della Garfagnana è composta dalla splendida Versilia, località marina di eccellenza, frequentata dagli stessi lucchesi, dai toscani ma pure da molti stranieri e turisti provenienti da altre regioni della penisola. L’impressione che si ha della Versilia è di un litorale meraviglioso con il mare che si perde ad occidente, le Alpi Apuane che gli svettano di fronte, ed una luce bianca nella quale risplendono le Alpi coperte di marmo bianco come scrisse Gabriele d’Annunzio nell’Alcione “e tutto è bianco”. Probabilmente non tutti sanno che proprio le sue poesie, scritte nei primi del secolo scorso, compongono una sorta di pianta topografica, di mappa, e si lasciano leggere non solo come una guida turistica e mitologica della Versilia. D’Annunzio vide la Versilia nella sua nudità e la fece parlare ed esistere; per primo infatti capì che la Versilia era un luogo d’espansione, destinato a lunga e trionfale fortuna.
La provincia di Lucca si è contraddistinta negli ultimi quaranta anni con un’intensa fase di espansione delle attività manifatturiere cui è seguita una massiccia crescita del settore terziario. Attualmente l'industria assorbe circa un terzo della popolazione attiva della provincia e contribuisce per una quota analoga alla formazione del prodotto interno lordo. A prescindere dal settore edilizio che è il primo per addetti e ricchezza prodotta, i punti di forza sono rappresentati innanzitutto dall’estrazione e lavorazione dei minerali non metalliferi (comparto lapideo versiliese) - dalle produzioni metalliche e meccaniche (meccanica generica, macchine, mezzi di trasporto, cantieristica), con impianti soprattutto a Lucca, Barga, Camaiore, Viareggio, Massarosa, Pietrasanta - dall'industria cartaria, ormai ampiamente differenziata e specializzata (Lucca, Borgo a Mozzano, Capannori, Porcari, Villa Basilica, in misura minore, Altopascio, Bagni di Lucca, Barga, Coreglia Antelminelli, Fabbriche di Vallico). Di notevole rilievo appaiono anche le industrie calzaturiere (Lucca, Camaiore, Capannori, Massarosa, Porcari, Viareggio), tessile e dell'abbigliamento (Lucca, Capannori, Castelnuovo, Montecarlo, Porcari, Viareggio), della gomma e materie plastiche (Lucca, Capannori, Porcari), del legno e mobilio (collegata anche alla cantieristica navale versiliese e al calzaturiero attraverso gli zoccolifici presenti nel territorio di Porcari e Capannori); mentre ha uno sviluppo minore, pur mantenendo un'importanza non trascurabile, l'industria alimentare (molitoria, vinicola e olearia). L'attività artigiana è orientata soprattutto verso la lavorazione del legno, del marmo e del gesso mentre l'agricoltura, secondo un andamento generale, occupa il 4,6% degli attivi, contribuendo per circa il 3 % alla formazione del prodotto interno lordo provinciale. Tra le colture maggiormente praticate vi sono attualmente quelle dell'olivo, della vite e le cerealicole (granturco, grano tenero, orzo), quelle della patata e del girasole, le ortive (soprattutto insalata, pomodoro, zucca); mentre si mantengono la frutticoltura (che fornisce pesche, mele, fragole) e la floricoltura. La zootecnia ha visto nell'ultimo decennio ridurre la sua consistenza in tutti i settori, con l'unica modesta eccezione dell'allevamento caprino, che ha fatto registrare un certo incremento. Il terziario trova la sua componente più rilevante nelle attività commerciali legate da un lato alla variegata offerta turistica (Lucca, le località del litorale tirrenico, i centri dell'entroterra montano, il lago di Massaciuccoli, le acque termali di Bagni di Lucca), dall'altro all'esistenza, soprattutto nel capoluogo e in Versilia, di mercati all'ingrosso di prodotti ortofrutticoli e floreali, ittici e marmiferi.
La provincia di Lucca fu costituita con 21 comuni che, nel 1859, formavano il compartimento di Lucca del granducato di Toscana.
Nel 1865 i comuni erano Lucca, Capannori, Barga, Coreglia, Borgo a Mozzano, Bagni di Lucca, Ponte Buggianese, Buggiano, Massa Cozzile, Camaiore, Monsummano, Bagni di Montecatini, Val di Nievole, Pieve a Nievole, Pescia, Altopascio, Montecatini, Uzzano, Vellano, Villa Basilica, Pietrasanta, Seravezza, Stazzema, Viareggio e Massarosa.
Nel 1923 alla provincia furono incorporati i comuni di Camporgiano, Careggine, Castelnuovo di Garfagnana, Castiglione di Garfagnana, Fabbriche di Vallico, Fosciandora, Gallicano, Giuncugnano, Minucciano, Molazzana, Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, San Romano in Garfagnana, Sillano, Vagli Sotto e Vergemoli, che dal 1859 avevano fatto parte della provincia di Massa Carrara.
Nel 1928, con la costituzione della provincia di Pistoia, da quella di Lucca furono staccati i comuni di Buggiano, Massa-Cozzile, Monsummano Terme, Montecatini Terme, Montecatini di Val di Nievole, Pescia, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese, Uzzano e Vellano.







